A Verona Fido lavora in Comune, se pesa meno di 25kg

Cane in ufficio comunale di Verona

Dal 1° novembre i dipendenti del Comune di Verona potranno andare al lavoro accompagnati dal proprio cane. La Giunta ha approvato una nuova Pet Policy che estende a tutte le sedi comunali, con alcune limitazioni, l’esperienza già sperimentata dal 2023 nei Musei Civici e al Museo di Storia Naturale. Una scelta che punta a favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro, evitando ai proprietari di lasciare gli animali soli a casa per molte ore.

Il via libera, però, non sarà automatico. Negli uffici condivisi servirà il consenso scritto di tutti i colleghi, mentre resteranno esclusi gli ambienti a contatto diretto e costante con il pubblico, le sale riunioni, i laboratori, le aree caffè e i servizi igienici.
Anche i cani dovranno rispettare precisi requisiti: avere almeno tre mesi, essere identificati con microchip, iscritti all’anagrafe degli animali d’affezione e in regola con vaccinazioni e trattamenti antiparassitari. Obbligatoria anche un’assicurazione per eventuali danni a terzi.

Una regola particolare riguarda i cani che pesano più di 25 chili: per portarli in ufficio sarà necessaria una valutazione comportamentale, a spese del proprietario. Il guinzaglio non potrà inoltre superare un metro e mezzo. Ogni dipendente dovrà richiedere l’autorizzazione al proprio dirigente e sottoscrivere una dichiarazione di responsabilità da rinnovare annualmente. Il permesso potrà essere revocato in caso di problemi di sicurezza, igiene o incompatibilità con l’ambiente lavorativo. Le nuove limitazioni non riguardano i cani guida e da assistenza, che continueranno a essere ammessi.

«È un provvedimento che ho fortemente voluto», ha dichiarato Giuseppe Rea, consigliere comunale delegato alla Tutela e al Benessere degli animali, sottolineando i benefici che la presenza del cane può offrire sia ai proprietari sia ai rapporti tra colleghi. Secondo l’amministrazione, la sperimentazione nei musei ha raccolto un elevato gradimento tra personale e visitatori, convincendo il Comune ad allargare l’iniziativa.

Resta una questione che vale per qualsiasi ambiente di lavoro pet friendly: stare accanto al proprietario non significa automaticamente stare bene. Rumori, persone che entrano ed escono, spazi ristretti e difficoltà a riposare possono rendere l’ufficio poco adatto ad alcuni cani. Perché la possibilità di portarli al lavoro sia davvero un vantaggio, occorre tenere conto anche delle loro esigenze, oltre che di quelle dei dipendenti.

redazione@vanity-pets.it