Le “prime volte” dei Beagle, dal laboratorio alla libertà

Immaginatevi un cane improvvisamente libero: l’erba sotto alle zampe, il sole che gli scalda il muso, la possibilità di camminare, fare due, tre, quattro passi.. e poi correre! Per la prima volta nella sua vita.

Sono immagini incredibilmente commoventi quelle che ci arrivano dall’America, girate qualche giorno fa in occasione della liberazione di nove Beagle da un laboratorio del Nevada. Fino a  quel giorno questi animali non avevano mai conosciuto una carezza, un abbraccio amorevole, la sensazione di sentirsi al sicuro con un essere umano. Adesso invece la loro vita cambierà per sempre.

Il Beagle Freedom Project e un’organizzazione nata per aiutare i cani lasciati liberi dai laboratori di ricerca a trovare una casa e ad adattarsi alla vita sociale, per avere una seconda possibilità di essere felici.

Come molti di voi sapranno già, i Beagle sono la razza più comune utilizzata nei laboratori scientifici, a causa della loro personalità amichevole, docile, fiduciosa, che permette una facile interazione con gli esseri umani. Inoltre, si adattano bene a vivere in una gabbia, e sono poco costosi da sfamare. Solitamente queste bestiole provengono da allevamenti commerciali specializzati nella vendita di cani-cavia alle istituzioni scientifiche. I test fatti sulla loro pelle includono quelli medico/ farmaceutici, quelli sui prodotti per la casa e sui cosmetici .

Quando non sono più utili agli scopi di ricerca, alcuni laboratori cercano di trovare una casa per gli esemplari sani, ed è proprio in questa fase che interviene il Beagle Freedom Project, andando a prelevare i cani direttamente dai laboratori, trasportandoli in un rifugio che li accolga nel frattempo che dei nuovi padroni non vengano individuati. Tutti i salvataggi sono fatti in accordo con la struttura che li vuole liberare.

Chiunque sia interessato a adottare un Beagle da laboratorio deve essere consapevole delle sfide e dei problemi che questi cani portano con sé. Non sono abituati alla vita in una casa e non hanno esperienza con i bambini, gatti o altri cani . Non sono educati, ma in compenso imparano molto in fretta. Molti di loro sono passati direttamente dalla gabbia in cui sono nati, alla gabbia di un laboratorio, e non hanno mai provato la sensazione dell’erba sotto le zampe o nemmeno mai visto il sole. Sono stati nutriti con una dieta speciale formulata per gli animali da laboratorio e possono essere difficili da adattare a nuovi alimenti . Non hanno familiarità con premi, giocattoli, cucce e non hanno mai camminato al guinzaglio. Fino a quel momento hanno vissuto con pavimenti di griglie di acciaio sotto le loro zampe che per questo possono essere infiammate e doloranti a causa della pressione. Non è raro che abbiano paura delle persone (e come dargli torto!) ed altre fobie date dalla vita in isolamento e costrizione.

Con il tempo, la competenza, la pazienza, il gioco, la compagnia , l’amore e –  soprattutto – la libertà questi cani impareranno a diventare veri cani, e la loro trasformazione sarà sorprendente. La missione di questo progetto è quella di incoraggiare sempre più laboratori americani a liberare gli animali e dare loro una possibilità di vita, invece di ucciderli.


federica@vanitypets.it