Iva spese veterinarie troppo alta: “Intervenga la Commissione Europea”

angelo ciocca

“Dovrebbe essere prerogativa di un paese civile poter garantire l’accesso alle cure mediche sia ai cittadini che ai loro animali domestici. Lo Stato italiano mente dicendo che la riduzione dell’Iva sulle prestazioni veterinarie viola una Direttiva europea”.

Questo il contenuto del quesito che l’Europarlamentare della Lega Nord Angelo Ciocca ha rivolto alla Commissione europea, per chiedere chiarimenti in merito all’aliquota Iva sulle spese veterinarie.

“La 14° Commissione del Senato Italiano – dichiara Ciocca – ha ritenuto incompatibili con la Direttiva europea sull’Iva gli interventi fiscali a favore delle cure veterinarie, non consentendo quindi nessuna esenzione o riduzione dell’aliquota attualmente al 22%”.

In altri Paesi comunitari però le aliquote IVA per le prestazione veterinarie sono già state modificate sulla base di quella stessa Direttiva, e uno studio realizzato da Elan/Euralia, ha evidenziato il quadro delle azioni possibili a carico dell’Unione e dei Governi nazionali.

“Con 14 milioni di animali domestici presenti sul territorio nazionale – conclude Ciocca – la decisione della 14° Commissione del Senato non sembra tenere minimamente in considerazione che la detassazione delle cure veterinarie costituirebbe un forte segnale di attenzione verso il 50% delle famiglie italiane”.

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