La longevità di Fido dipende dalla sua astuzia e… dagli ormoni

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Il cane più longevo al mondo, l’Australian Cattle Dog Bluey, è vissuto per 29 anni; oltre il doppio dell’aspettativa di vita media dei nostri amici a quattro zampe. Da cosa dipende?

Secondo lo studio pubblicato qualche giorno fa su “Scienze” e condotto da Steven Austad, studioso degli aspetti biologici dell’invecchiamento alla University of Alabama, la spiegazione è semplice: gli animali più grandi tendono a vivere più a lungo perché sono esposti a un minor numero di pericoli. 

Eppure, quando si tratta dei nostri animali domestici, la teoria de “il più grande vive più a lungo” sembrerebbe non più valida: i gatti vivono in media 15 anni, battendo i cani di almeno 3 anni nonostante le loro dimensioni solitamente inferiori. E i cani piccoli tendono ad avere un’aspettativa di vita doppia rispetto alle razze più grandi.

Tuttavia, secondo Austad, questo non vuol dire negare completamente la teoria, basta considerare quale delle due specie è più in grado di difendersi da eventuali pericoli. Ma ci sarebbe anche un altro aspetto da considerare: il livello ormonale. Sarebbero alcuni ormoni, già in passato collegati a un accorciamento della lunghezza della vita, responsabili delle dimensioni di alcune specie di cani. Non solo, ma i cani grandi tendono anche a crescere in fretta e ad avere corpi più vulnerabili a complicazioni e malattie.

Nonostante i meccanismi dell’invecchiamento degli animali domestici non siano ancora del tutto chiari, una cosa è certa: le loro vite sono più lunghe ora di quanto siano mai state. L’aspettativa di vita dei cani è raddoppiata negli ultimi 40 anni, e a Seattle si sta lavorando per allungarla ulteriormente.

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